LA CONTINUITA' LAVORATIVA, POLITICA SINDACALE DELLA FAP ACLI

 

Cresce la famiglia delle Fap Acli di Latina, la federazione anziani e pensionati della costellazione aclista. La segreteria provinciale ha infatti nominato come nuovo membro Mario Cannizzaro, lavoratore di Latina del settore chimico farmaceutico in pensione, già dirigente sindacale della categoria dei chimici, impegnato nel volontariato. A Mario Canizzaro la segreteria ha affidato la delega alle “politiche per la continuità lavorativa”.

“Quasi mezzo milione di over 65 italiani continuano a lavorare – ha spiegato il Vice Segretario Franco Assaiante – ecco perché la scelta di questa nuova delega  nella prospettiva di tutelare e monitorare tale impegno in nuovi progetti. Nonostante la pensione, questo esercito, composto in prevalenza da uomini, continua a impiegarsi in attività di consulenza o volontariato. Con l’allungamento della vita e il miglioramento sostanziale delle condizioni di salute, sempre più persone, una volta raggiunto il limite pensionabile, decidono di non rimanere a casa, spinti dal bisogno di mantenere un ruolo attivo nella società”.

“I numeri sono decisamente in crescita - conferma Mario Canizzaro - come descritto  dall’Istat sono 442 mila i pensionati che hanno deciso di lavorare a oltranza. Di questi, 166mila hanno un’età compresa tra i 65 e i 69 anni, mentre 161mila hanno oltre 70 anni.  In prevalenza sono lavoratori autonomi e solo una “piccola” parte risultano essere invece lavoratori dipendenti”.

La gioia e il brio per la nuova carica non fanno passare in secondo piano le problematiche che l’attuale assetto legislativo pone in essere per una categoria alquanto svantaggiata di pensionati, quelli invalidi non autosufficienti. “Sono rimasti irrisolti i problemi legati alla sentenza del Tar del Lazio del 2015 che ha parzialmente accolto il ricorso presentato dai familiari di persone disabili che contestavano la previsione, nel nuovo modello Isee, di indicare un nucleo familiare ristretto per i portatori di handicap maggiorenni – ha commentato il segretario provinciale della Fap Donato Romagnuolo -. Si tratta dei contributi erogati dall’Inps o da altre amministrazioni, come le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento, aiuti indispensabili per le famiglie con disabile. Secondo il Tar è discriminatorio, nei confronti dei disabili minorenni e anziani, la possibilità che il nuovo Isee dà ai disabili maggiorenni, senza coniuge e senza figli conviventi con i genitori, di indicare, per la richiesta di prestazioni sociosanitarie, un nucleo familiare ristretto, composto dalla sola persona con disabilità senza i genitori, beneficio di cui non godono i disabili minorenni né i disabili anziani, che nel calcolo del loro reddito devono considerare anche quello di coniugi e figli non conviventi. Questa sentenza ha generato una condizione di incertezza che non aiuta e anzi rischia di compromettere le condizioni di vita di anziani e disabili che rischiano di non godere a pieno di prestazioni delle quali avrebbero diritto”.

  

Cresce la famiglia delle Fap Acli di Latina, la federazione anziani e pensionati della costellazione aclista. La segreteria provinciale ha infatti nominato come nuovo membro Mario Cannizzaro, lavoratore di Latina del settore chimico farmaceutico in pensione, già dirigente sindacale della categoria dei chimici, impegnato nel volontariato. A Mario Canizzaro la segreteria ha affidato la delega alle “politiche per la continuità lavorativa”.

“Quasi mezzo milione di over 65 italiani continuano a lavorare – ha spiegato il Vice Segretario Franco Assaiante – ecco perché la scelta di questa nuova delega  nella prospettiva di tutelare e monitorare tale impegno in nuovi progetti. Nonostante la pensione, questo esercito, composto in prevalenza da uomini, continua a impiegarsi in attività di consulenza o volontariato. Con l’allungamento della vita e il miglioramento sostanziale delle condizioni di salute, sempre più persone, una volta raggiunto il limite pensionabile, decidono di non rimanere a casa, spinti dal bisogno di mantenere un ruolo attivo nella società”.

“I numeri sono decisamente in crescita - conferma Mario Canizzaro - come descritto  dall’Istat sono 442 mila i pensionati che hanno deciso di lavorare a oltranza. Di questi, 166mila hanno un’età compresa tra i 65 e i 69 anni, mentre 161mila hanno oltre 70 anni.  In prevalenza sono lavoratori autonomi e solo una “piccola” parte risultano essere invece lavoratori dipendenti”.

La gioia e il brio per la nuova carica non fanno passare in secondo piano le problematiche che l’attuale assetto legislativo pone in essere per una categoria alquanto svantaggiata di pensionati, quelli invalidi non autosufficienti. “Sono rimasti irrisolti i problemi legati alla sentenza del Tar del Lazio del 2015 che ha parzialmente accolto il ricorso presentato dai familiari di persone disabili che contestavano la previsione, nel nuovo modello Isee, di indicare un nucleo familiare ristretto per i portatori di handicap maggiorenni – ha commentato il segretario provinciale della Fap Donato Romagnuolo -. Si tratta dei contributi erogati dall’Inps o da altre amministrazioni, come le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento, aiuti indispensabili per le famiglie con disabile. Secondo il Tar è discriminatorio, nei confronti dei disabili minorenni e anziani, la possibilità che il nuovo Isee dà ai disabili maggiorenni, senza coniuge e senza figli conviventi con i genitori, di indicare, per la richiesta di prestazioni sociosanitarie, un nucleo familiare ristretto, composto dalla sola persona con disabilità senza i genitori, beneficio di cui non godono i disabili minorenni né i disabili anziani, che nel calcolo del loro reddito devono considerare anche quello di coniugi e figli non conviventi. Questa sentenza ha generato una condizione di incertezza che non aiuta e anzi rischia di compromettere le condizioni di vita di anziani e disabili che rischiano di non godere a pieno di prestazioni delle quali avrebbero diritto”.

  

Cresce la famiglia delle Fap Acli di Latina, la federazione anziani e pensionati della costellazione aclista. La segreteria provinciale ha infatti nominato come nuovo membro Mario Cannizzaro, lavoratore di Latina del settore chimico farmaceutico in pensione, già dirigente sindacale della categoria dei chimici, impegnato nel volontariato. A Mario Canizzaro la segreteria ha affidato la delega alle “politiche per la continuità lavorativa”.

“Quasi mezzo milione di over 65 italiani continuano a lavorare – ha spiegato il Vice Segretario Franco Assaiante – ecco perché la scelta di questa nuova delega  nella prospettiva di tutelare e monitorare tale impegno in nuovi progetti. Nonostante la pensione, questo esercito, composto in prevalenza da uomini, continua a impiegarsi in attività di consulenza o volontariato. Con l’allungamento della vita e il miglioramento sostanziale delle condizioni di salute, sempre più persone, una volta raggiunto il limite pensionabile, decidono di non rimanere a casa, spinti dal bisogno di mantenere un ruolo attivo nella società”.

“I numeri sono decisamente in crescita - conferma Mario Canizzaro - come descritto  dall’Istat sono 442 mila i pensionati che hanno deciso di lavorare a oltranza. Di questi, 166mila hanno un’età compresa tra i 65 e i 69 anni, mentre 161mila hanno oltre 70 anni.  In prevalenza sono lavoratori autonomi e solo una “piccola” parte risultano essere invece lavoratori dipendenti”.

La gioia e il brio per la nuova carica non fanno passare in secondo piano le problematiche che l’attuale assetto legislativo pone in essere per una categoria alquanto svantaggiata di pensionati, quelli invalidi non autosufficienti. “Sono rimasti irrisolti i problemi legati alla sentenza del Tar del Lazio del 2015 che ha parzialmente accolto il ricorso presentato dai familiari di persone disabili che contestavano la previsione, nel nuovo modello Isee, di indicare un nucleo familiare ristretto per i portatori di handicap maggiorenni – ha commentato il segretario provinciale della Fap Donato Romagnuolo -. Si tratta dei contributi erogati dall’Inps o da altre amministrazioni, come le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento, aiuti indispensabili per le famiglie con disabile. Secondo il Tar è discriminatorio, nei confronti dei disabili minorenni e anziani, la possibilità che il nuovo Isee dà ai disabili maggiorenni, senza coniuge e senza figli conviventi con i genitori, di indicare, per la richiesta di prestazioni sociosanitarie, un nucleo familiare ristretto, composto dalla sola persona con disabilità senza i genitori, beneficio di cui non godono i disabili minorenni né i disabili anziani, che nel calcolo del loro reddito devono considerare anche quello di coniugi e figli non conviventi. Questa sentenza ha generato una condizione di incertezza che non aiuta e anzi rischia di compromettere le condizioni di vita di anziani e disabili che rischiano di non godere a pieno di prestazioni delle quali avrebbero diritto”.

  

Cresce la famiglia delle Fap Acli di Latina, la federazione anziani e pensionati della costellazione aclista. La segreteria provinciale ha infatti nominato come nuovo membro Mario Cannizzaro, lavoratore di Latina del settore chimico farmaceutico in pensione, già dirigente sindacale della categoria dei chimici, impegnato nel volontariato. A Mario Canizzaro la segreteria ha affidato la delega alle “politiche per la continuità lavorativa”.

“Quasi mezzo milione di over 65 italiani continuano a lavorare – ha spiegato il Vice Segretario Franco Assaiante – ecco perché la scelta di questa nuova delega  nella prospettiva di tutelare e monitorare tale impegno in nuovi progetti. Nonostante la pensione, questo esercito, composto in prevalenza da uomini, continua a impiegarsi in attività di consulenza o volontariato. Con l’allungamento della vita e il miglioramento sostanziale delle condizioni di salute, sempre più persone, una volta raggiunto il limite pensionabile, decidono di non rimanere a casa, spinti dal bisogno di mantenere un ruolo attivo nella società”.

“I numeri sono decisamente in crescita - conferma Mario Canizzaro - come descritto  dall’Istat sono 442 mila i pensionati che hanno deciso di lavorare a oltranza. Di questi, 166mila hanno un’età compresa tra i 65 e i 69 anni, mentre 161mila hanno oltre 70 anni.  In prevalenza sono lavoratori autonomi e solo una “piccola” parte risultano essere invece lavoratori dipendenti”.

La gioia e il brio per la nuova carica non fanno passare in secondo piano le problematiche che l’attuale assetto legislativo pone in essere per una categoria alquanto svantaggiata di pensionati, quelli invalidi non autosufficienti. “Sono rimasti irrisolti i problemi legati alla sentenza del Tar del Lazio del 2015 che ha parzialmente accolto il ricorso presentato dai familiari di persone disabili che contestavano la previsione, nel nuovo modello Isee, di indicare un nucleo familiare ristretto per i portatori di handicap maggiorenni – ha commentato il segretario provinciale della Fap Donato Romagnuolo -. Si tratta dei contributi erogati dall’Inps o da altre amministrazioni, come le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento, aiuti indispensabili per le famiglie con disabile. Secondo il Tar è discriminatorio, nei confronti dei disabili minorenni e anziani, la possibilità che il nuovo Isee dà ai disabili maggiorenni, senza coniuge e senza figli conviventi con i genitori, di indicare, per la richiesta di prestazioni sociosanitarie, un nucleo familiare ristretto, composto dalla sola persona con disabilità senza i genitori, beneficio di cui non godono i disabili minorenni né i disabili anziani, che nel calcolo del loro reddito devono considerare anche quello di coniugi e figli non conviventi. Questa sentenza ha generato una condizione di incertezza che non aiuta e anzi rischia di compromettere le condizioni di vita di anziani e disabili che rischiano di non godere a pieno di prestazioni delle quali avrebbero diritto”.

  

Cresce la famiglia delle Fap Acli di Latina, la federazione anziani e pensionati della costellazione aclista. La segreteria provinciale ha infatti nominato come nuovo membro Mario Cannizzaro, lavoratore di Latina del settore chimico farmaceutico in pensione, già dirigente sindacale della categoria dei chimici, impegnato nel volontariato. A Mario Canizzaro la segreteria ha affidato la delega alle “politiche per la continuità lavorativa”.

“Quasi mezzo milione di over 65 italiani continuano a lavorare – ha spiegato il Vice Segretario Franco Assaiante – ecco perché la scelta di questa nuova delega  nella prospettiva di tutelare e monitorare tale impegno in nuovi progetti. Nonostante la pensione, questo esercito, composto in prevalenza da uomini, continua a impiegarsi in attività di consulenza o volontariato. Con l’allungamento della vita e il miglioramento sostanziale delle condizioni di salute, sempre più persone, una volta raggiunto il limite pensionabile, decidono di non rimanere a casa, spinti dal bisogno di mantenere un ruolo attivo nella società”.

“I numeri sono decisamente in crescita - conferma Mario Canizzaro - come descritto  dall’Istat sono 442 mila i pensionati che hanno deciso di lavorare a oltranza. Di questi, 166mila hanno un’età compresa tra i 65 e i 69 anni, mentre 161mila hanno oltre 70 anni.  In prevalenza sono lavoratori autonomi e solo una “piccola” parte risultano essere invece lavoratori dipendenti”.

La gioia e il brio per la nuova carica non fanno passare in secondo piano le problematiche che l’attuale assetto legislativo pone in essere per una categoria alquanto svantaggiata di pensionati, quelli invalidi non autosufficienti. “Sono rimasti irrisolti i problemi legati alla sentenza del Tar del Lazio del 2015 che ha parzialmente accolto il ricorso presentato dai familiari di persone disabili che contestavano la previsione, nel nuovo modello Isee, di indicare un nucleo familiare ristretto per i portatori di handicap maggiorenni – ha commentato il segretario provinciale della Fap Donato Romagnuolo -. Si tratta dei contributi erogati dall’Inps o da altre amministrazioni, come le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento, aiuti indispensabili per le famiglie con disabile. Secondo il Tar è discriminatorio, nei confronti dei disabili minorenni e anziani, la possibilità che il nuovo Isee dà ai disabili maggiorenni, senza coniuge e senza figli conviventi con i genitori, di indicare, per la richiesta di prestazioni sociosanitarie, un nucleo familiare ristretto, composto dalla sola persona con disabilità senza i genitori, beneficio di cui non godono i disabili minorenni né i disabili anziani, che nel calcolo del loro reddito devono considerare anche quello di coniugi e figli non conviventi. Questa sentenza ha generato una condizione di incertezza che non aiuta e anzi rischia di compromettere le condizioni di vita di anziani e disabili che rischiano di non godere a pieno di prestazioni delle quali avrebbero diritto”.

  

Cresce la famiglia delle Fap Acli di Latina, la federazione anziani e pensionati della costellazione aclista. La segreteria provinciale ha infatti nominato come nuovo membro Mario Cannizzaro, lavoratore di Latina del settore chimico farmaceutico in pensione, già dirigente sindacale della categoria dei chimici, impegnato nel volontariato. A Mario Canizzaro la segreteria ha affidato la delega alle “politiche per la continuità lavorativa”.

“Quasi mezzo milione di over 65 italiani continuano a lavorare – ha spiegato il Vice Segretario Franco Assaiante – ecco perché la scelta di questa nuova delega  nella prospettiva di tutelare e monitorare tale impegno in nuovi progetti. Nonostante la pensione, questo esercito, composto in prevalenza da uomini, continua a impiegarsi in attività di consulenza o volontariato. Con l’allungamento della vita e il miglioramento sostanziale delle condizioni di salute, sempre più persone, una volta raggiunto il limite pensionabile, decidono di non rimanere a casa, spinti dal bisogno di mantenere un ruolo attivo nella società”.

“I numeri sono decisamente in crescita - conferma Mario Canizzaro - come descritto  dall’Istat sono 442 mila i pensionati che hanno deciso di lavorare a oltranza. Di questi, 166mila hanno un’età compresa tra i 65 e i 69 anni, mentre 161mila hanno oltre 70 anni.  In prevalenza sono lavoratori autonomi e solo una “piccola” parte risultano essere invece lavoratori dipendenti”.

La gioia e il brio per la nuova carica non fanno passare in secondo piano le problematiche che l’attuale assetto legislativo pone in essere per una categoria alquanto svantaggiata di pensionati, quelli invalidi non autosufficienti. “Sono rimasti irrisolti i problemi legati alla sentenza del Tar del Lazio del 2015 che ha parzialmente accolto il ricorso presentato dai familiari di persone disabili che contestavano la previsione, nel nuovo modello Isee, di indicare un nucleo familiare ristretto per i portatori di handicap maggiorenni – ha commentato il segretario provinciale della Fap Donato Romagnuolo -. Si tratta dei contributi erogati dall’Inps o da altre amministrazioni, come le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento, aiuti indispensabili per le famiglie con disabile. Secondo il Tar è discriminatorio, nei confronti dei disabili minorenni e anziani, la possibilità che il nuovo Isee dà ai disabili maggiorenni, senza coniuge e senza figli conviventi con i genitori, di indicare, per la richiesta di prestazioni sociosanitarie, un nucleo familiare ristretto, composto dalla sola persona con disabilità senza i genitori, beneficio di cui non godono i disabili minorenni né i disabili anziani, che nel calcolo del loro reddito devono considerare anche quello di coniugi e figli non conviventi. Questa sentenza ha generato una condizione di incertezza che non aiuta e anzi rischia di compromettere le condizioni di vita di anziani e disabili che rischiano di non godere a pieno di prestazioni delle quali avrebbero diritto”.

  

Cresce la famiglia delle Fap Acli di Latina, la federazione anziani e pensionati della costellazione aclista. La segreteria provinciale ha infatti nominato come nuovo membro Mario Cannizzaro, lavoratore di Latina del settore chimico farmaceutico in pensione, già dirigente sindacale della categoria dei chimici, impegnato nel volontariato. A Mario Canizzaro la segreteria ha affidato la delega alle “politiche per la continuità lavorativa”.

“Quasi mezzo milione di over 65 italiani continuano a lavorare – ha spiegato il Vice Segretario Franco Assaiante – ecco perché la scelta di questa nuova delega  nella prospettiva di tutelare e monitorare tale impegno in nuovi progetti. Nonostante la pensione, questo esercito, composto in prevalenza da uomini, continua a impiegarsi in attività di consulenza o volontariato. Con l’allungamento della vita e il miglioramento sostanziale delle condizioni di salute, sempre più persone, una volta raggiunto il limite pensionabile, decidono di non rimanere a casa, spinti dal bisogno di mantenere un ruolo attivo nella società”.

“I numeri sono decisamente in crescita - conferma Mario Canizzaro - come descritto  dall’Istat sono 442 mila i pensionati che hanno deciso di lavorare a oltranza. Di questi, 166mila hanno un’età compresa tra i 65 e i 69 anni, mentre 161mila hanno oltre 70 anni.  In prevalenza sono lavoratori autonomi e solo una “piccola” parte risultano essere invece lavoratori dipendenti”.

La gioia e il brio per la nuova carica non fanno passare in secondo piano le problematiche che l’attuale assetto legislativo pone in essere per una categoria alquanto svantaggiata di pensionati, quelli invalidi non autosufficienti. “Sono rimasti irrisolti i problemi legati alla sentenza del Tar del Lazio del 2015 che ha parzialmente accolto il ricorso presentato dai familiari di persone disabili che contestavano la previsione, nel nuovo modello Isee, di indicare un nucleo familiare ristretto per i portatori di handicap maggiorenni – ha commentato il segretario provinciale della Fap Donato Romagnuolo -. Si tratta dei contributi erogati dall’Inps o da altre amministrazioni, come le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento, aiuti indispensabili per le famiglie con disabile. Secondo il Tar è discriminatorio, nei confronti dei disabili minorenni e anziani, la possibilità che il nuovo Isee dà ai disabili maggiorenni, senza coniuge e senza figli conviventi con i genitori, di indicare, per la richiesta di prestazioni sociosanitarie, un nucleo familiare ristretto, composto dalla sola persona con disabilità senza i genitori, beneficio di cui non godono i disabili minorenni né i disabili anziani, che nel calcolo del loro reddito devono considerare anche quello di coniugi e figli non conviventi. Questa sentenza ha generato una condizione di incertezza che non aiuta e anzi rischia di compromettere le condizioni di vita di anziani e disabili che rischiano di non godere a pieno di prestazioni delle quali avrebbero diritto”.

  

Cresce la famiglia delle Fap Acli di Latina, la federazione anziani e pensionati della costellazione aclista. La segreteria provinciale ha infatti nominato come nuovo membro Mario Cannizzaro, lavoratore di Latina del settore chimico farmaceutico in pensione, già dirigente sindacale della categoria dei chimici, impegnato nel volontariato. A Mario Canizzaro la segreteria ha affidato la delega alle “politiche per la continuità lavorativa”.

“Quasi mezzo milione di over 65 italiani continuano a lavorare – ha spiegato il Vice Segretario Franco Assaiante – ecco perché la scelta di questa nuova delega  nella prospettiva di tutelare e monitorare tale impegno in nuovi progetti. Nonostante la pensione, questo esercito, composto in prevalenza da uomini, continua a impiegarsi in attività di consulenza o volontariato. Con l’allungamento della vita e il miglioramento sostanziale delle condizioni di salute, sempre più persone, una volta raggiunto il limite pensionabile, decidono di non rimanere a casa, spinti dal bisogno di mantenere un ruolo attivo nella società”.

“I numeri sono decisamente in crescita - conferma Mario Canizzaro - come descritto  dall’Istat sono 442 mila i pensionati che hanno deciso di lavorare a oltranza. Di questi, 166mila hanno un’età compresa tra i 65 e i 69 anni, mentre 161mila hanno oltre 70 anni.  In prevalenza sono lavoratori autonomi e solo una “piccola” parte risultano essere invece lavoratori dipendenti”.

La gioia e il brio per la nuova carica non fanno passare in secondo piano le problematiche che l’attuale assetto legislativo pone in essere per una categoria alquanto svantaggiata di pensionati, quelli invalidi non autosufficienti. “Sono rimasti irrisolti i problemi legati alla sentenza del Tar del Lazio del 2015 che ha parzialmente accolto il ricorso presentato dai familiari di persone disabili che contestavano la previsione, nel nuovo modello Isee, di indicare un nucleo familiare ristretto per i portatori di handicap maggiorenni – ha commentato il segretario provinciale della Fap Donato Romagnuolo -. Si tratta dei contributi erogati dall’Inps o da altre amministrazioni, come le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento, aiuti indispensabili per le famiglie con disabile. Secondo il Tar è discriminatorio, nei confronti dei disabili minorenni e anziani, la possibilità che il nuovo Isee dà ai disabili maggiorenni, senza coniuge e senza figli conviventi con i genitori, di indicare, per la richiesta di prestazioni sociosanitarie, un nucleo familiare ristretto, composto dalla sola persona con disabilità senza i genitori, beneficio di cui non godono i disabili minorenni né i disabili anziani, che nel calcolo del loro reddito devono considerare anche quello di coniugi e figli non conviventi. Questa sentenza ha generato una condizione di incertezza che non aiuta e anzi rischia di compromettere le condizioni di vita di anziani e disabili che rischiano di non godere a pieno di prestazioni delle quali avrebbero diritto”.