L’onestà è percepita come una qualità quasi eccezionale che rende la persona che applica questo comportamento come dotata di particolare rilievo sociale.
A quale comportamento mi riferisco? A quello che impedisce, chi si trova nelle condizioni, di approfittare e di appropriarsi di beni immobili e denaro non suo .
Di chi non ruba, per essere semplice.
Non lo fa nè direttamente nè indirettamente, la persona onesta resiste ad ogni tentazione.
Lo fa per dignità personale, per formazione ed educazione e per timore di pagarne le eventuali conseguenze.
Nell’attività politica e anche dirigenziale possono esservi diverse occasioni che potrebbero indurre una persona, singola o in modo associato, a favorire economicamente se stesso o altri con utilità varie compreso il vantaggio economico.
Molte volte è successo e la questione è diventata imponente tanto che l’onestà è il requisito più richiesto dal popolo e da chi seleziona la classe dei candidati, o così dovrebbe essere.
Ora si pone una questione: è sufficiente non rubare per essere onesti?
Pare di si.
Basta che non rubi puoi fare tutto il resto. Puoi infangare chi ti pare, comunicare falsità, spacciare verità assolute delle clamorose invenzioni. Puoi farlo e nessuno può contrastarti perché tu sei onesto e puoi pontificare, dividere il bene dal male, giudicare senza dubbi, puoi essere quasi dio.
Esiste sono un’onestà: quella dal denaro. L’altra onestà, quella mentale, è roba superata.
Puoi vomitare odio, generare focolai di rabbia diffusa, puoi comandare.
Forse dovremmo ricordare che Hitler e Stalin non hanno rubato un cent. Nemmeno Mao o Pol Pot e tanta altra infame compagnia.
C’è un bel libro che lessi quando ero un ragazzetto e fu anche un grandissimo film degli anni 50 del secolo scorso e si chiama “Il Terzo Uomo” di Graham Green e parla proprio di questo: del fascino insano dell’onestà dal denaro e basta.
Il rispetto del nemico è onestà, per esempio. Il rispetto di chi è diverso da noi è onestà.
Aiutare il prossimo è onestà. Essere civili è onestà.
Diffondere e difendere il bene è onestà.
Tutte le persone impegnate in politica e no hanno considerato importanti le parole di Enrico Berlinguer sulla “Questione Morale”, anche chi come me non può certo dirsi di sinistra.
Oggi questa questione nobilissima è superata, basta solo l’onestà dal denaro e poi si puo’ spezzare la dignità della vita di chiunque, ne hai la facoltà.
Io non ci sto.
E dico: viva l’onestà per tutti e verso tutto.

Agostino Mastrogiacomo.